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L'impianto nasce da un'idea sviluppatasi nei primi mesi del 2009, con l'intento di realizzare un tracciato ispirato il più possibile alla Ferrovia Retica, linea alpina che da sempre ci appassionava tantissimo.
Seguiranno tutte le fasi di realizzazione dell'impianto cercando di fornire un'adeguata documentazione anche sulle tecniche utilizzate per la costruzione.

I lavori iniziano a Maggio 2009 dopo aver individuato un possibile tracciato da realizzarsi. Quello che viene qui di seguito rappresentato è ancora oggi il tracciato definitivo.



Questo lo schema delle stazioni, SAMEDAN la prima, SUSCH la seconda in basso:



Dopo una prima posa dei binari sul terreno individuato si è proceduto a tracciare l'area di scavo per la realizzazione della stazione di Samedan. Per effettuare lo scavo è stato necessario asportare lo strato di erba superficiale. Lo scavo misurava complessivamente circa 8/9 cm di profondità.



Per contenere la massicciata lungo tutto l'impianto è stato adottato un bordo in plastica ondulato verde destinato alla realizzazione di aiuole applicabile nel terreno tramite interramento battendolo con un martello (lo si può intravedere nell'immagine successiva).
A questo punto è cominciato l'interramento del tubo diametro 32 mm destinato al cablaggio elettrico. Il tubo nasce da una scatola di cablaggio con un connettore posto a muro (vedi pagina "Tecnica") e viene interrato contro il bordo perimetrale del terreno interponendo, dove prefissato, le scatole di derivazione necessarie alla fuoriuscita dei cavi destinati ai tratti di binario isolati. In pratica ogni singolo cavo alimenta un tratto isolato che può così essere comandato tramite interruttore posto sulla centralina.
Dato che i tratti isolati in tutto sarebbero stati 17 sono stati posati, all'interno del tubo corrugato, due cavi da 7 poli  ciascuno più un cavo da 3 poli. Un quarto cavo a due poli è stato utilizzato per portare alimentazione alla linea generale, lungo tutto il tracciato sono stati inseriti 4 punti di alimentazione diversi per evitare cali di tensione.
Tutto il cavo utilizzato ha un diametro di 1,5 mm.



Finita la posa dei cavi e completato l'interramento del tubo, tutta la superficie è stata ricoperta con telo da pacciamatura verde in nylon, lo stesso utilizzato nei vivai. La funzione del telo è impedire la crescita spontanea di erbacce che vadano ad invadere la sede dei binari facendosi spazio tra la ghiaia della massicciata.
Ora tutto era pronto per stendere la ghiaia scelta per la massicciata, uno spezzato granitico di piccola dimensione reperito presso una cava locale. Per tutto l'impianto si sono resi necessari circa 2 m3 di ghiaia!!
Particolare attenzione è stata posta del livellare la ghiaia per evitare avvallamenti che avrebbero provocato molti problemi della futura stabilità dei binari che potevano quindi essere posati come da progetto.
Iniziata la posa dei binari dell'area stazione Samedan, i binari vengono adagiati sulla ghiaia e successivamente verranno fissati con un secondo strato di ghiaia che andrà a ricoprire le traversine come al vero. Tutta la procedura di posa corrisponde a quella utilizzata anche nella realtà per la realizzazione di una linea ferroviaria.
I binari NON sono stati quindi incollati alla massicciata, scelta che agevola molto, a mio parere, successivi interventi di modifica e manutenzione del tracciato senza compromettere, allo stesso tempo, la stabilità dei binari.
Per isolare i tratti di binario sono stati usati giunti isolanti LGB e Massoth, particolarmente efficaci in quanto forniscono la possibilità di inserire un capocorda metallico fissato alla vite stessa del giunto isolante per portare corrente al binario. Tutti i collegamenti dei fili elettrici ai capicorda sono stati assicurati con microvite in ottone completa di dado e rondella, il tutto finimente saldato a stagno per consentire durata nel tempo.
Nelle foto seguenti si possono notare il cavo a 7 poli utilizzato, i binari in fase di posa ed il giunto isolante Massoth.

 

Per evitare eccessive dilatazione dei binari tra loro, avendo già potuto verificare in passato la scarsa tenuta con il tempo delle scarpette LGB, si è adottata la soluzione di forare le scarpette per inserire delle microviti da 1 mm in ottone con relativo dado per aumentare la tenuta. Il risultato si è rilevato di eccezionale realismo ed efficacia nonostante l'immensa pazienza che ha richiesto inserire circa 200 micro-viti lungo tutto il tracciato dopo aver praticato i fori con un trapanino di precisione!!!

 

Per la realizzazione della base stazione e delle pensiline sono stati usati blocchi di cemento cavi da costruzione normalmente reperibili presso i magazzini edili, misure 50x20x8 cm. Tagliandoli con il disco diamantato si sono ottenuti da ogni blocco 2 piani 50x20x4 cm usati come base per la stazione, tagliandoli ulteriormente a metà da ogni blocco si possono ricavare 4 piani misura 50x10x4 cm usati come pensiline (vedi foto).



I lavori hanno quindi proseguito velocemente verso la seconda stazione di Susch; la linea è stata posata con la stessa tecnica già vista poco fa, lo scavo è stato rivestito di telo da pacciamatura sopra il quale è stata posta la ghiaia della massicciata.
Sotto lo scavo per la massicciata è stato interrato lo stesso tubo già visto in precedenza che ha permesso di trasportare anche a Susch i cavi di alimentazione della linea e i tre destinati ai 3 tratti isolati della piccola stazione. Anche qui è stata posata una scatola di derivazione da cui far fuoriuscire i singoli cavi destinati ai binari.
Per la stazione di Susch la pensilina è stata realizzata con mattoni sottili pieni da paramano, più intonati al colore "vissuto" della piccola stazione dell'alta Engadina...



Da Susch la linea prosegue verso la futura "area montagnosa" dell'impianto...Lungo questo rettilineo è stato posto il passaggio a livello nell'ottica di una futura urbanizzazione di questo angolo tramite alcuni edifici POLA.



La realizzazione dell'area montuosa si è rilevata da subito molto complessa in quanto richiedeva di portare il tracciato su due pendenza differenti: un primo livello più basso, seppure più alto del livello terreno, per la linea tradizionale, ed un secondo molto più alto per la linea a cremagliera.
Tutta l'area montuosa è stata realizzata tramite blocchi di tufo (circa 50) usati sia per creare terrazzamenti atti a contenere terra ed aiuole (contenendo smottamenti dovuti alle intemperie), sia come base della sede ferroviaria. Questa posa è stata indubbiamente la più complicata, ha richiesto decine di tagli dei blocchi di tufo tramite flessibile per realizzare una perfetta sede per la massicciata. Il tanto lavoro dà però i suoi risultati in quanto ad oggi nulla si è mosso nonostante gli assestamenti naturali e non si è creato alcun avvallamento dei binari lungo la linea. Consiglio di porre sempre molta cura usando tecniche similari per la realizzazione di rampe ed aree a diversi livelli di terreno in quanto la terra con il tempo tende sempre ad assestarsi! Ecco come è stata fatta la posa della sede ferroviaria:







Stesso procedimento dalla parte opposta dell'area rocciosa, andando a chiudere la linea verso il passaggio a livello.
Qui, in fondo alla discesa, è stato inserito lo scambio che consente il ricongiungimento della linea a cremagliera con la linea ordinaria di transito. Il viadotto è stato rinforzato, dal lato inferiore, con due lame di acciaio inossidabile a cui il viadotto stesso è stato ancorato tramite vite per evitare che potesse spostarsi con l'assestamento del terreno.
E' stato realizzato un camminamento sempre con blocchi di tufo per consentire l'accesso al cuore dell'area montuosa . Prima di ricoprire di terra è stato anche posato l'impianto di irrigazione automatico.





La linea principale era finalmente chiusa!!!



Medesima tecnica di costruzione è stata applicata alla realizzazione della linea a cremagliera. Blocchi di tufo per sostenere la massicciata e blocchi di cemento da costruzione (come quelli usati per la base stazione di Susch) posizionati in orizzontale per creare la base su cui è stata realizzato la piccola stazione montana di Furka. Il ponte metallico che porta alla stazioncina è stato realizzato utilizzando uno scatolato di alluminio di recupero tagliato di misura ed applicando come mancorrente pezzi di rete metallica elettrosaldata verde. Anche in questo caso l'effetto è particolarmente realistico con un bassissimo costo di costruzione.
La base della stazione di Furka è stata realizzata con piastrelloni da esterno tagliati tramite disco diamantato ed incollati tra loro con colla per piastrelle H40. Anche qui il mancorrente è realizzato con la rete elettrosaldata.



Sotto i viadotti è stato realizzato un Torrente incanalato in uno stretta gola scavata nella roccia. il letto del torrente è composto da sassi bianchi e ghiaietto rosa di Sardegna reperito presso un vivaio.



con le piante il grosso del lavoro poteva dirsi.....FINITO!!!!!



L'illuminazione perimetrale è stata realizzata grazie a lampioncini e segna-passi camuffati da sassi alimentati ad energia solare. Tutti gli edifici sono stati illuminati con lampadine a 24V che traggono alimentazione direttamente dai binari sfruttando la tensione continua proveniente dalla centralina di alimentazione digitale.

MODIFICA DELLA STAZIONE DI SUSCH:

Dopo appena un mese di utilizzo ci si è resi conto che gli scambi R1 posati nella stazione di Susch causavano un effetto ottico sgradevole e poco realistico. Con appena mezza giornata di lavoro tutti e quattro gli scambi sono stati sostituiti con scambi R3 migliorando notevolmente il tutto. Era già stata apportata una piccola variante inserendo un nuovo binario tronco destinato alla rimessa locomotive auto costruita in legno e trattata per esterni.
Questo ha dimostrato la grande versatilità ed i vantaggi derivanti dal non aver incollato la massicciata; con un piccolo e veloce intervento si è riusciti ad apportare una grande variazione all'impianto!!



INSTALLAZIONE SEGNALI SEMAFORICI E CARTELLONISTICA DI STAZIONE:

I segnali semaforici installati sono gli LGB RhB tutt'ora presenti a catalogo. Sono per ora installati e funzionanti solo manualmente ma possono essere facilmente automatizzati in futuro tramite installazione di decoder all'interno dell'EPL. Anche i segnali, come l'illuminazione degli edifici, ricevono alimentazione direttamente dai binari sfruttando la tensione costante DCC.
E' anche stata realizzata la cartellonistica di stazione tramite elaborazione di immagini originali di cartelli RhB fatte stampare in tipografia su carta adesiva bianca lucida resistente in esterno. I cartelloni sono poi stati ritagliati con l'ausilio di un cutter e posizionati su fogli di plastica da modellismo adeguatamente tagliati di misura. Sono così stati realizzati realisticamente i cartelli di "nome stazione", "vietato attraversare i binari", numerazione dei binari, cartelli di "partenza con pendenza", cartelli pubblicitari, etc...
Gli stessi sono stati posizionati sulle pareti delle stazioni e sui pali dei segnali.



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